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domenica 25 giugno 2017

Giappone: Mirco Demuro e Satono Crown a bomba nel Takarazuka Kinen! Per Mirco è il 20° G1 in Giappone, verso l'Arc

giugno 25, 2017 0
Delude Kitasan Black, illumina Mirco Demuro. In questo piccolo concetto è racchiuso il risultato del Takarazuka Kinen (Grade 1) (3yo+) (Turf) che ha premiato il jockey italiano autore di una bella interpretazione in sella a Satono Crown (Marju), già vincitore di Hong Kong Vase G1, che ha dimostrato al mondo di esseKitasan Black (Black Tide).
re un cavallo duttile ed attualmente in forma per poter puntare all'Arc de Triomphe G1 in autunno, la vera ossessione nipponica. Il cavallo allenato da Noriyuki Hori per i colori di Hajime Satomi, ha seguito il gruppo a metà retroguardia pur tenendosi in scia del favorito 
In retta Mirco ha cominciato ad arrotondare l'azione del suo facendo bene prendere i giri al 5 anni che con azione superiore ha sorvolato la compagnia allontanandosi verso il traguardo, con il jockey italiano che ha avuto il tempo di arringare la folla per la giusta esultanza. Al secondo ed al terzo sono arrivati rispettivamente Gold Actor (Screen Hero) e la femmina Mikki Queen (Deep Impact), mentre solo ottavo su 10 Kitasan Black eclissatosi a metà dirittura ma senza corsa preferita in avanti. Forse non è ancora pronto a correre da dietro, ma Yutaka Take non si è spiegato la prestazione sottotono. 
Per Satono Crown è la seconda vittoria a livello di G1, ma la prima affermazione al massimo livello in Giappone. A 3 anni è arrivato sesto nel Satsuki Sho (Japanese 2000 Guineas), terzo nel  Tokyo Yushun (Japanese Derby) e 17° nel Tenno Sho (Autumn). Fino allo scorso anno, non era granchè, tanto che in questa corsa aveva ottenuto un sesto posto, il massimo della carriera....

#RoyalAscot, day 5: #September ancora impressionante, a The Tin Man le Diamond mentre Idaho vince le Hardwicke

giugno 25, 2017 0
Vivere 5 giorni di Royal Ascot è stancante, ma assolutamente gratificante. Anche nel day 5 abbiamo vissuto dei momenti di alta tecnica, tanto che abbiamo l'imbarazzo della scelta da cui partire. Anzichè partire dalle Diamond Jubilee Stakes G1 preferiamo parlare delle Chesham Stakes Lr nelle quali abbiamo visto una cavalla potenzialmente importante, come già decritto dopo il debutto (report QUI). 
Chesham Stakes (Listed Race): La "pocket rocket" September (Deep Impact) rappresenta il successo della nuova politica espansionistica del Coolmore che ha deciso, del resto come altri grossi complessi nello scacchiere mondiale, di intrecciare le migliori linee di sangue nel mondo con le loro migliori fattrici. September, dopo il debutto impressionante a Leopardstown, ha replicato con stile al Royal Ascot sui 1400 in pista dritta venendo a capo di una corsa complicatissima con in sella Ryan Moore. Partita lenta, ha rifatto tutto il gruppo e con ampie folate ha recuperato metri su metri a Nyaleti (Arch) e al mastodontico blue Masar (New Approach). Con queste vittoria si è guadagnata un ruolo di primordine nell'antepost delle Classiche per il prossimo anno, in particolare per le 1,000 Ghinee e nelle Oaks, dove è sistemata a 10/1. Un cippino ci va eccome. L'unico dubbio è relativo al fatto che si tratta di una cavalla non eccezionale nel fisico ma, descritta da avventori locali, granitica nel posteriore. Insomma, se fa il passaggio d'età è una su cui contare. O
ra andrà verso le Debutante Stakes G2 e poi eventualmente nelle Moyglare Stakes G1. Il pedigree è di quelli importanti. Come detto si tratta di una figlia di Deep Impact (Sunday Silence), incrociata con Peeping Fawn (Danehill), campionessa in corsa e vincitrice di un sacco di G1.

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giugno 25, 2017 0
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mercoledì 22 marzo 2017

Pier Convertino torna in Italia dopo una bella stagione in Qatar. Disponibile sin da domenica, sarà gestito dalla Horses & Jockeys

marzo 22, 2017 0
Fantini che vanno, fantini che vengono. Uno, in particolare, tornerà a breve in Italia per ricominciare a montare nella patria che lo ha fatto crescere e fatto diventare importante. Si tratta di Pierantonio Convertino che, forte dell'esperienza accumulata in Qatar oramai da qualche anno, e con un bottino della stagione locale di 12 vittorie e 57 piazzamenti su 188 monte effettuate, tornerà Milano fra qualche giorno, dopo le ultime cartucce da sparare oggi e domani per Jassim Mohammed Ghazali e venerdì in Bahrein. 
Da domenica infatti il jockey italiano, cresciuto alla scuola di Luigi e Fabrizio Camici, sarà già disponibile a tutti gli allenatori interessati a 53,5 chili. 
Ma non è tutto: per questo nuovo inizio di 2017 ha inaugurato una collaborazione con un nuovo Management della Horses & Jockeys di Alessandro Santoni, che si prega di contattare qualora foste interessati per email horsesandjockeys@gmail.com o via telefono al +39 3928281748. 
Dall'inizio della carriera in Italia Pier, 33 anni da compiere in Ottobre, ha vinto 986 corse nel nostro paese. L'augurio di Mondoturf è che questa nuova collaborazione possa portare ben presto al traguardo delle 1000 vittorie.

mercoledì 11 dicembre 2013

St Nicholas Abbey fa progressi verso la guarigione. Ecco l'ultimo bollettino medico diffuso dal Coolmore

dicembre 11, 2013 0
St Nicholas Abbey fa progressi verso la guarigione. Ecco l'ultimo bollettino medico diffuso dal Coolmore
St Nicholas Abbey (Montjeu) fa progressi nella sua battaglia contro la laminite. E' di qualche ora fa l'ultimo bollettino medico, rassicurante rispetto all'ultimo decisamente più allarmante nel quale si diceva che Nick rischiava molto per la vita. Stavolta invece, dopo numerose complicazioni in seguito ai vari interventi a cui è stato sottoposto dopo l'infortunio grave di Luglio ad un pastorale, il molteplice vincitore di G1 fa progressi nonostante l'allarme sia ancora acceso sul suo stato di salute complessivo: Sul sito del Coolmore si legge: "St Nicholas Abbey remains in great form despite the ongoing complications of laminitis and is walking as good as can be expected. We would hope to see progress in the laminitic foot over the next few weeks (hoping that he continues to grow the hoof), if this happens rehabilitation of the fractured leg can then progress." Vale a dire: "St Nicholas Abbey resta in gran forma nonostante le complicazioni della laminite e cammina meglio di quanto previsto. Vorremmo sperare di vedere progressi nel piede interessato nelle prossime settimane (sperando che lo zoccolo cresca ulteriormente), e se ciò accadrà la riabilitazione della gamba fratturata, farà dei passi avanti".

lunedì 9 dicembre 2013

Classifica fantini al rush finale: Dario Vargiu forza sei, le vince quasi tutte a Napoli! Accesa di nuovo la lotta per la per il titolo, a 22 giorni alla fine dell'anno...L'elogio al professionista esemplare e la situazione aggiornata dei fantini italiani..

dicembre 09, 2013 0
Come si dice quando uno ne vince sei? Sestuplo o sestina vanno bene lo sesto..ops, stesso, per celebrare una suite di vittorie come quelle ottenute da Dario Vargiu a Napoli nella domenica dell'Immacolata. Six in a row direbbero oltremanica, ma stiamo cercando di capire se si tratta di record italiano oppure no (di recente abbiamo recuperato un sestuplo di Riccardo Cangiano a Firenze nel Maggio 1995 in 8 corse a quote altissime con Spanish Ace, Beau Native, Helen's Lob, Galiota, Blue Point e Golden Liga, e quello di Cristian Demuro nel 2011 su 7 corse con Alaska Trip, Ransom Hope, Ay Mi Morena, Dindaba, Piccola Dragon e Sfilzawi).
Per ora cogliamo l'occasione per questa serie impressionante di affermazioni consecutive per fare un elogio ad un professionista esemplare dotato di una continuità fuori dal comune ed un senso della vittoria spiccatissimo. Con le sue 127 vittorie (parziali) nell'anno ha da tempo scavallato quota cento e dunque la dodicesima centuria della sua carriera iniziata nel 1994.
Sei vittorie dunque per Dario "DVR" Vargiu che ha portato al traguardo, nell'ordine, Aleinad (1,19 la sua quota), Garinei (2,51), Compound (1,60), A Zampe Levate (3,02), Verdetto Finale (2,23) ed infine con Exeo (1,69) con in più un terzo posto con Adsense nella prova per i puledri. Come avrete notato non sono state ne quote da outsider ma nemmeno di possibili protagonisti ma di favoriti veri e propri accompagnati alla vittoria comunque con efficacia magistrale da parte di Dario che in pratica quando deve difendere la chance, lo fa sempre al massimo ed in lotta sul palo, con la forza delle braccia e della spinta, porta a casa sempre (o quasi) il migliore risultato possibile. Ecco perchè in un finale accesissimo a 3 con Antonio Fresu e Carlo Fiocchi (altro che non molla mai) ha buone chance ancora di vincere la Classifica, in lotta appunto. A tal proposito SNAI (http://www.snai.it/ippica) ha aperto un goloso antepost su chi sarà il winning jockey a fine 2013 con Dario Vargiu favorito a 1,60, Antonio Fresu a 2,40 e Carlo Fiocchi a 6,50.
Insomma, sei in un convegno, senza scomodare il Magic Seven di Lanfranco ad Ascot nel 1996, bisogna essere capaci a vincerle..e se non è record (attendiamo riscontri storici dai lettori) poco ci manca. Sul traguardo mai un gesto fuori luogo...................
,domenica non ha praticamente mai esultato rimanendo fedele alla sua immagine di ragazzo composto e freddo ma dal cuore caldo, sempre in prima linea anche quando si è trattato di difendere in piazza l'ippica nelle varie manifestazioni. Grande senso di attaccamento alla maglia, non a caso il suo rapporto con Bruno Grizzetti è proficuo è continuo, il suo score nel 2013 dice che ha vinto 127 corse per ora in 610 corse disputate, con un 20,82% di strike rate, condito anche con 100 secondi, 96 terzi, 74 quarti ed un bottino di €1.385.841,70, mentre il contatore delle vittorie generale è salito fino a 2034, in bacheca 2 frustini d'oro, tante Pattern ed anche il sigillo nel Derby Italiano G1 in sella Groom Tesse. Dario da Oristano ma ormai milanese di adozione, a 37 anni ha ancora tante cartucce da sparare, una gestione fisica impeccabile nella concezione più britannica del mestiere di fantino.
Ma cosa significano queste 6 vittorie? Dopo il poker di Carlo Fiocchi della scorsa settimana sempre a Napoli (campo che si presta a queste imprese) Vargiu ha inanellato sei successi (quante volte abbiamo detto sei in questo post?) che hanno riacceso incredibilmente in una fiammata solfurea la lotta per il titolo fantini che sembrava praticamente chiuso ad un paio di mesi fa. Al 8 Dicembre compreso, Antonio Fresu è capolista a quota 129 (a secco domenica a Siracusa), lo insidia proprio Dario Vargiu che con le famose sei affermazioni è balzato a quota 127 a sole due lunghezze dal primo mentre Carlo Fiocchi, che ne ha vinta una a Pisa, è stabile a quota 122. Ad oggi, quando mancano 23 giorni alla fine dell'anno, ci sono a disposizione 2 giornate di Grosseto, 2 di Livorno, 6 convegni di Agnano, 6 di Pisa, 6 di Roma, 3 di Siracusa e 4 di Varese compreso questo lunedì nel quale Antonio Fresu ha 4 ingaggi e Dario ne ha programmati 5. I risultati completi di Napoli cliccando su questo LINK. Chi la spunterà?

domenica 8 dicembre 2013

Domenica italiana: A San Rossore straripante Hoovergetthekeys nel Criterium di Pisa. A Siracusa la spunta Super Coach tra i due anni ed Ecopass tra gli anziani. A Napoli Dario Vargiu ne vince 6 e riapre incredibilmente la lotta al titolo fantini!!

dicembre 08, 2013 0
A San Rossore, il Criterium di Pisa Lr è andato ad uno straripante Hoovergetthekeys (Henrythenavigator) cresciuto corsa dopo corsa fino a raggiungere la vittoria in Listed ottenuta domenica, nei confronti dell'importato Salford Secret (Sakhee's Secret) ed al terzo Guizzo Vincente (Footstepsinthesand) che ha guadagnato il terzo gradino del podio di un muso nei confronti di Windfinder (Shirocco). Salvatore Sulas ha montato l'americano di Massimiliano Narduzzi con confidenza, cercando un varco interno dall'ingresso in dirittura e rimanendo inchiodato allo steccato con il fantino sardo, perfetto interprete delle doti del suo assistito, che ha assecondato tutte le mosse di Hoover rifinendo i 1500 metri in 1m 27,60s su terreno colloso. Per il figlio di Henrythenavigator (Kingmambo), importato dall'America dal suo allenatore e proprietario, è la quinta affermazione in 6 uscite. Praticamente ha steccato solo al rientro ma con tutte le attenuanti del caso. Recentemente ha vinto il Sette Colli con il top weight di 62,5 chili cancellando una tradizione negativa per i pesi alti in quel tipo di corsa, ma sfatando quel tabu ha rafforzato la considerazione che avevamo fatto su queste colonne allora: Un Hoover in quel formato, valeva almeno il podio nel Criterium. E' arrivata la vittoria. Deludente è stata la favorita Konkan (Aussie Rules), forse un pò stanca dopo le fatiche stagionali e gestita al largo, senza troppo appoggio. Da rivedere a 3 anni, certamente, come il vincitore dell'edizione numero XXV del Criterium di Pisa. IL VIDEO DEL CRITERIUM QUI, IL RISULTATO COMPLETO QUI. (Per vedere il risultato ed il video accedere con nome utente e password: mondoturf). A San Rossore, baciata da una giornata incredibilmente bella e abbellita da una cornice di pubblico come sempre molto partecipe, si sono disputati anche..............................
l'Andred ed il Rosenberg HP. Nella prova per le femmine è emersa Tequila Frod (Dr Devious) con in sella un Cristiano Di Stasio agguerritissimo ed arroccato in corda per Maurizio Guarnieri al training, nei confronti di una arrembante Sweet Lollipop (Shamardal). Nel Rosenberg, la forma di Sankir (Hawk Wing) per i colori della Topeeka, e un Giorgio Perovic in forma smagliante nel periodo che ha risolto nei confronti di Falest (Refuse To Bend).
A Siracusa, analogo premio di Pisa con il Criterium del Mediterraneo che ha premiato il locale Super Coach (Lucky Story) che dopo corsa di testa è resistito agli avversari in una bella lotta a 3 cavalli risolta a fil di palo con Giuseppe Cannarella in sella. Si tratta della terza affermazione in questa corsa a Sebastiano Cannavò. Il figlio di Lucky Story (Kris S), acquistato per 8,500gns alle Tattersalls di Ottobre dello scorso anno (http://www.tattersalls.com/) ha dato dimostrazione di quello che sa fare, rendendo merito al suo allenatore che ne aveva parlato con toni lusinghieri dopo l'apporto del paraocchi che anche stavolta ha dato una grossa mano per ottenere la vittoria. Secondo è arrivato Sir Gin (Moss Vale) e solo terzo Sole Marino (Three Valleys) che aveva confortanti linee con Hoovergetthekeys vincitore di Pisa, in riferimento al Sette Colli di Capannelle. Il video del Criterium del Mediterraneo cliccando su questo LINK, il risultato completo cliccando QUI.
Nel Memorial Francesco Faraci Lr sui 2300 metri, ancora un team locale sugli scudi, a conferma (un pò come ad Hong Kong dove è molto difficile vincere per quelli che vengono da fuori) e forma al diapason per Ecopass (Rakti), team Cannavò-Bosco ancora una volta, che ha risolto nei confronti di Futuro Anteriore e il favoritissimo Bacchelli (Mujahid). Il figlio di Rakti (Polish Precedent) è la terza affermazione consecutiva partendo da una vendere, passando per una condizionata e vincendo a livello di Stakes nel periodo. Il video della corsa cliccando su questo LINK.
A Napoli convegno di routine ma da registrare le 6 affermazioni in 7 corse per Dario Vargiu che ha portato al traguardo, nell'ordine, Aleinad, Garinei, Compound, A Zampe Levate, Verdetto Finale ed infine con Exeo, riaccendendo incredibilmente in una fiammata la lotta per il titolo fantini quando mancano 23 giorni alla fine dell'anno. I risultati completi di Napoli cliccando su questo LINK. Attualmente Antonio Fresu è capolista a quota 129 (a secco domenica a Siracusa), lo insidia proprio Dario Vargiu che con queste sei affermazioni è balzato a quota 127 a sole due lunghezze dal primo mentre Carlo Fiocchi, che ne ha vinta una a Pisa, è stabile a quota 122. Chi la spunterà? Ecco la situazione all'8 Dicembre, cliccando su questo LINK.

Sha Tin, International Meeting: Akeed Mofeed vince la Cup, nel Mile emerge Glorious Days. Straripante Lord Kanaloa nello Sprint

dicembre 08, 2013 0
Nella mattinata di domenica (ora italiana) Sha Tin ed Hong Kong a tenere banco dal punto di vista tecnico con il Meeting tra i più difficili e ricchi del mondo. Vincere da queste parti non è mai facile e sebbene gli europei abbiano sempre delle lunghezze in mano, i locali (molte volte europei di allevamento) spesso riescono a colmare il gap. Tre honkonghesi, un giapponese mentre casella "0" rimasta intatta per gli europei di training, che tuttavia ci sono andati vicini in più occasioni. Qui sotto parliamo del meeting affrontando il risultato corsa dopo corsa e proponendo video, analisi e risultati: Buona lettura. 
Longines Hong Kong Mile G1 1600 metri: La corsa più bella nella quale le protagoniste non si sono mai viste. Ha vinto Glorious Days (Hussonet), sfortunato lo scorso anno ad aver incontrato sulla sua strada Ambitious Dragon (Pins), si è rifatto nell'edizione di domenica. Posizionato ben coperto alle spalle di Moonlight Cloud (Invincible Spirit), in retta ha messo in mostra un ottimo cambio di marcia per risolverla con in sella Douglas Whyte, nei confronti di Gold Fun (Le Vie Dei Colori) e Packing Whiz (Trade Fair) al terzo, con Gordon Lord Byron (Byron) al quarto e la femmina attesissima di Freddy Head finita solo quinta, senza spunto risolutivo che abbiamo imparato a conoscere nelle precedenti esibizioni. Andrà in razza e ad aspettarla c'è Galileo. Passata di condizione anche l'altra attesa Sky Lantern (Red Clubs), apparsa opaca nelle uscite dei giorni precedenti l'evento, confermando in corsa questa sensazione. Il vincitore è allenato da John Size. Il video dell'Hong Kong Mile QUI. Il risultato completo QUI
Longines Hong Kong Cup G1 2000 metri: Douglas Whyte (stavolta per Richard Gibson) ha dato........................... pronta replica nella Coppa di HK, vincendo anche in sella ad Akeed Mofeed (Dubawi) che ha accelerato per disporre del pacemaker Tokai Halo (Gold Halo) e del granitico Cirrus des Aigles (Even Top) finalmente sul podio dopo 4 anni terribili a Sha Tin. Akeed è stato il vincitore dell'Hong Kong Derby G1 in Marzo e dopo una serie di prestazioni poco incoraggianti, ha trovato il giorno dei giorni quando doveva. Il favorito Military Attack (Oratorio) è finito solo 4°, battuto anche dal francese. Tempo finale di 2:01.96. Anche Akeed aveva cominciato la carriera in Europa ed è stato in seguito acquistato per correre da queste parti. Il video della Hong Kong Cup cliccando QUI. Il risultato completo QUI
Longines Hong Kong Vase G1 ($1.9m) 2400 metri: In una corsa vinta sempre dagli europei in 12 edizioni, stavolta l'ha spuntata il locale Dominant (Cacique) (John Moore) che è stato autore di un capovolgimento di fronte repentino dall'ingresso in retta, partendo per ultimo e finendo per primo dal largo di tutti, con in sella Zac Purton. L'oscar della sfortuna è andato alla favoritissima The Fugue (Dansili), rimasta imbottigliata sull'ultima curva, autrice di un gran finale ma tardivo con Dunaden (Nicobar) ancora coraggiosamente terzo, ed al quarto un altrettanto coriaceo Red Cadeaux (Cadeaux Genereux), defending champion, che ha ottenuto il quarto posto e molto probabilmente entrerà in razza. Da registrare le defezioni di Galileo Rock e di Dandino il giorno prima della corsa, per un infortunio similare al tendine patito dai due, uno all'anteriore sinistro e l'altro al destro. Il video del HK Vase cliccando QUI. Il risultato completo QUI
Longines Hong Kong Sprint G1 1200 metri: Un anno fa, Lord Kanaloa (King Kamehameha) ha scritto la storia diventando il primo giapponese a vincere questa corsa nella storia. Quest'anno ha replicato, venendo da una forma forse migliore del 2012 sempre per Takayuki Yasuda con in sella Yasunari Iwata, ha mostrato un cambio di marcia degno del miglior sprinter, finendo in 1m 08,25s con ben 5 lunghezze di margine nei confronti dell'europeo Sole Power (Kyllachy) e Frederick Engels (Iceman) per il terzo. Lord Kanaloa partiva dal 12 ed in pratica ha ridicolizzato i rivali. Si tratta di un figlio di King Kamehameha (Kingmambo), l'unico stallone in Giappone che sta dando filo da torcere a Deep Impact nella classifica stalloni ed in grado di produrre cavalli versatili e che vincono su tutte le distanze. Tragica sfortuna per Jwala (Oasis Dream), vincitrice delle Nunthorpe G1, fatalmente infortunata negli ultimi 50 metri (non vedete il video se siete deboli di cuore). Il video dello Sprint cliccando QUI. Il risultato completo QUI

sabato 7 dicembre 2013

A San Rossore c'è il Criterium di Pisa, a Siracusa il Criterium del Mediterraneo. Ecco le anticipazioni, i partenti e le prestazioni..

dicembre 07, 2013 0
Una poltrona per due, anzi per tre. Siamo sotto Natale ed ogni riferimento è puramente..."causale" nel senso che l'8 Dicembre il calendario italiano offrirà la stessa fetta di popolarità tanto a Pisa quanto a Siracusa (senza parlare di Napoli presente nel palinsesto) con il Criterium locali ed inevitabilmente concorrenti che si sono divisi tra le due piazze ed incroci di forme che sarebbe stato bello vedere tutte assieme. A San Rossore il tema dominante è: Ce la farà la femmina Konkan (Aussie Rules) (nella foto aprh) a battere i 6 maschi nel Criterium di Pisa Lr sui 1500 metri? La cavalla di proprietà della Razza del Terminillo, vincitrice del Criterium Femminile in bello stile a Capannelle rincorre la storia e My Little Girl che è stata l'ultima femmina a vincere questa corsa nel 1996 quando ancora non era Listed. La figlia di Aussie Rules (Danehill) allenata da Luigi Riccardi ha avuto una carriera produttiva anche fuori dai nostri confini, in particolare in Francia dove in Luglio ha vinto in condizionata buona sui 1400 metri di Deauville, ed è finita seconda (poi squalificata al terzo) in una Listed a Maisons-Laffitte. Nel mezzo anche un tentativo nell'Aremberg G3 finendo quinta contro avversari comunque tosti. Il ritorno in Italia le ha garantito la vittoria in Stakes, ma chi dovrà rendere chili a tutti (1 e mezzo) è Windfinder (Shirocco), altro vincitore di Listed in campo. Il cavallo di Maurizio Guarnieri ha vinto il Criterium Labronico ad Agosto a Livorno e non male, ma quinto, nel Premio Guido Berardelli G3. Salford Secret (Sakhee’s Secret) è invece l'ultimo grido: Acquistato per 28,000gns alle Tattersalls Autumn Horses in Training Sale, è stato portato a Pisa da Carlo Lanfranchi e Riccardo Santini dopo una maiden di Wolverhampton per il training di Marco Botti, ottenendo un RPR di 75, ed appena ha messo le zampe a San Rossore, ha colpito duro in condizionata contro avversari che, in qualche modo, hanno linee comuni. Un esempio similare del passato può essere quello di...................
Silver Ocean che ebbe lo stesso percorso, con annessa vittoria in maiden a Wolverhampton, e poi fece suo il Criterium nel 2010. Stefano Botti è invece l'allevatore, il proprietario e l'allenatore in capo a Screaming Eagle (Ramonti), altro interessante candidato. Ha vinto al debutto a Capannelle ma ha clamorosamente steccato in condizionata a San Siro contro Cleo Fan e Bertinoro, ma quel giorno il terreno era malefico e Screaming è stimatissimo dal suo allenatore. C'è anche l'americano di Roma Hoovergetthekeys (Henrythenavigator), cresciuto corsa dopo corsa e capace di ottenere 4 vittorie in 5 uscite in carriera, steccando solo al rientro. Ha vinto anche il Premio Setti Colli con il top weight, cancellando una tradizione negativa dei pesi alti nell'Handicap Principale in questa fase di stagione. Vuol dire che sa andare, e anche forte. Such A Fool (Kingsalsa), ex dei Dioscuri acquistato da Alberto Ciampa ed affidato a Sergio e Diego Dettori, è un altro candidato ed ha vinto il Castello Sforzesco, omologo del Sette Colli di Roma, ma a Milano. Da Roma sale anche Guizzo Vincente (Footstepsinthesand), acquistato per 7,000gns alle Tattersalls October Yearling Sale, che in carriera non ha mai fatto peggio che secondo in 6 uscite e rincorre una piazza, anche se gradirebbe un terreno pesante. A Pisa in programma anche l'Andred ed il Rosenberg, il programma ufficiale cliccando su questo LINK mentre per leggere i partenti e le prestazioni del Criterium di Pisa ed i video delle ultime prestazioni cliccare su questo LINK (nome utente e password sito Hippoweb: mondoturf)
L'ippodromo del Mediterraneo di Siracusa festeggerà il suo 18° anno di età ospitando nella domenica dell'Immacolata Concezione 2 Listed races: Il Criterium del Mediterraneo sui 1600 metri per maschi e castroni, ed il Memorial Francesco Faraci per i 3 anni ed oltre sulla tipica distanza siciliana dei 2300 metri. Nel Criterium i locali hanno vinto 5 delle 8 edizioni sin qui disputate, con Sebastiano Cannavò che ne ha vinte 2 con Miss Bikini nella edizione inaugurale e nel 2010 grazie a Cast Away. Domenica Cannavò sellerà Super Coach (Lucky Story), un cavallo pescato per 8,500gns alle Tattersalls October Sale Book 3 dello scorso anno. Il cavallo di proprietà di Antonino Bosco ha vinto 1 volta in 4 uscite, ma con il paraocchi per la seconda volta, ha la fiducia del team. Gli avversari principali vengono da fuori: Stefano Botti invia Zamuja (Mujahid), acquistato per €6,500 alle SGA Yearling Sales dello scorso anno e che al debutto ha trovato sulla sua strada Nonno Giulio (Halling), poi venduto ed ora in training a Newmarket da Marco Botti, il grigio Sole Marino (Three Valleys) piazzato nel Sette Colli a Capannelle dietro Hoovergetthekeys che sarà a Pisa, poi gli altri locali come Leave A Message (Oratorio), di proprietà del Maltese Mark Cuschieri vincitore del Criterium 2012 con Lord Unfuwain, e poi completano lo schieramento di 9 cavalli al via anche Tyrion (Intense Focus) e Like A Boss (Sakhee’s Secret) ed il romano (ma siciliano di proprietà) Grand Rakhish (Oratorio) vincitore di una bella maiden risolta in lotta, occhio. L'altra Listed di Siracusa è il Premio Faraci con il favoritissimo Bacchelli (Mujahid), che in carriera ha vinto 5 Listed, e per questo avrà un sovraccarico di 2 chili e mezzo ma con compito ancora apparentemente agevole, sebbene ci sia di mezzo il viaggio. Stefano Botti è rappresentato anche da Russianduke (Duke Of Marmalade), il quale ha corso con onore il Derby italiano G2. Dei locali, occhio alla crescita di Ecopass (Rakti) e Lord Unfuwain (Byron). I partenti e le prestazioni del Criterium del Mediterraneo cliccando su questo LINK (nome utente e password del sito Hippoweb: mondoturf)

venerdì 6 dicembre 2013

Verso l'International Meeting di Hong Kong a Sha Tin domenica 8 Dicembre. Ecco le anticipazioni, gli antepost ed i partenti ufficiali della giornata con tutte le prestazioni scaricabili sul tuo pc

dicembre 06, 2013 0
Gloria ad oriente. Quella che cercheranno molti inviati europei nell'International Meeting di domenica 8 Dicembre a Sha Tin, definito "the greatest show on turf". Sono stati dichiarati i partenti ufficiali, sorteggiati gli steccati ed emessi i primi antepost a partenti dati. Il programma prevede la disputa di 10 corse dalle 5,25 a.m. ora italiana fino alle 10,50 a.m. ora italiana della decima corsa: Sarà un convegno entusiasmante da seguire con uno sguardo verso gli europei si, ma anche per i fantini italiani impegnati. La corsa più attesa è forse l'Hong Kong Mile G1 alle 8,50 ora italiana per 3 anni ed oltre sul miglio in erba con dotazione di HK$ 20.000.000 (circa 2 milioni di Euro). Ci sarà uno scontro fra due campionesse quali Moonlight Cloud (Invincible Spirit) per Freddy Head e Thierry Jarnet, con la cavalla di George Strawbridge che dovrebbe essere all'ultima in carriera prima di entrare in razza, anche se il suo allenatore spera in un'altra stagione da protagonista. Alla baia verrà opposta la grigia Sky Lantern (Red Clubs), tre anni rampante del facoltoso e business man hongkonghese Ben Keswik, allenata da Richard Hannon Senior (ancora per poco) e montata da Richard Hughes. Il "draw" ha dato loro gli steccati, rispettivamente, 6 e 8 dunque non malaccio affatto. L'1 è andato a Pure Champion (Footstepsinthesand) che avrà in sella Umberto Rispoli, ma la sua chance è definita marginale dai bookmakers che lo propongono a 67/1. Stessa quota per Shamalgan (Footstepsinthesand), francese e vincitore del Premio Vittorio Di Capua G1 a Milano e secondo di Premio Roma GBI G1 a Capannelle. La favorita è Moonlight, ma il secondo favorito è l'ex europeo Gold Fun (Le Vie Dei Colori), mentre Packing Whiz (ex Al Rep in Italia) è proposto a 15. a 17/1 c'è Gordon Lord Byron (Byron).
C'è anche la Hong Kong Cup G1 alle 9,30 ora italiana per 4 anni e oltre sui 2000 metri con HK$ 22.000.000 di dotazione. Il favorito è Military Attack (Oratorio) a 4/1, mentre a 5/1 c'è il vecchio leone Cirrus Des Aigles (Even Top). Il 7 anni di Corinne Barande Barbe è venuto per la prima volta ad HK nel 2009 e non è figurato nel HK Vase G1, nel 2010 e nel 2011 ha corso la HK Cup con la prima correndo male mentre la seconda rimanendo chiuso, mentre nel 2012 era il grande favorito della Cup stessa ma un infortunio della vigilia lo ha tolto dalla competizione. Dunque, cerca riscatto in un luogo mai troppo fortunato per lui. Nell'edizione di quest'anno c'è anche l'americano Little Mike (Spanish Steps) proposto a 13/1.
Alle 7,00 ora italiana andrà in scena una edizione...........................
dell'Hong Kong Vase G1 molto europea sulla distanza dei 2400 metri con dotazione di $15 milioni di Hong Kong. La favorita è The Fugue (Dansili), ma sulla strada della femmina di John Gosden ci sono i vecchi globetrotter Red Cadeaux (Cadeaux Genereux), Dunaden (Nicobar), Mount Athos (Montjeu), Seismos (Dalakhani) con Andrea Atzeni in sella, Feuerblitz (Big Shuffle) vincitore del Premio Roma GBI recentemente, poi Dandino (Dansili), Simenon (Marju), Galileo Rock (Galileo), Nymphea (Dylan Thomas) ed Ebiyza (Rock Of Gibraltar) contro i locali Dominant (Cacique), Liberator (Encosta De Lago) ed Asuka Kuricha (Sterling Rose).
Alle 7,40 ora italiana c'è l'Hong Kong Sprint sui 1200 metri da HK$ 15 milioni, con le frecce orientali Lord Kanaloa (King Kamehameha), Lucky Nine (Dubawi) e Sterling City (Nadeem) contro gli europei Sole Power (Kyllachy), Slade Power (Dutch Art) e Jwala (Oasis Dream).
Nel resto del convegno altre 6 corse nelle quali Umberto Rispoli proverà ad accumulare altre vittorie nella sua già fruttuosa campagna orientale. Nella prima corsa sarà Mazandaran (Tiger Hill) per Tony Cruz, nella seconda su Victor Delight (Montjeu) per Caspar Fownes, nella terza su Glorious Ryder (O'Reilly) per Richard Gibson, nella sesta su Gallant Triumph (Fastnet Rock) per A. Shultz, nel Mile G1 con Pure Champion (Footstepsinthesand) come riferito sopra e con Santa Fe Sun (Haradasun) per P. O'Sullivan nella nona corsa in programma.
Per scaricare il booklet dell'intera giornata di corse con dati, statistiche, presentazioni, ratings e classifiche da parte dell'Hong Kong Jockey Club, cliccare su questo LINK ed attendere il caricamento prima di salvare sul proprio pc la guida completa.
I partenti in formato RACING POST del LONGINES Hong Kong Vase QUI
I partenti in formato RACING POST del LONGINES Hong Kong Sprint QUI
I partenti in formato RACING POST del LONGINES Hong Kong Mile QUI
I partenti in formato RACING POSTdella LONGINES Hong Kong Cup QUI

#Tattersalls December Mare Sale: Il fatturato della 4 giorni è stato di 62,998,500gns ed un +43% rispetto al 2012. Ecco tutti i dati..

dicembre 06, 2013 0
Si tirano le somme. Al termine della 4 giorni delle Tattersalls December Mare Sale, da registrare piccoli colpi di scena nella terza giornata, al termine dei fuochi d'artificio dei primi due giorni, quando Purr Along (Mount Nelson) è diventata la quinta fattrice "milionaria" realizzando 1 milione di Ghinee battute da Julian Dollar del Newsells Park Stud che si è accaparrato la cavalla con la speranza intravedendone le doti di buona riproduttrice. Per il training di Willian Muir la figlia di Mount Nelson (Rock Gibraltar) ha vinto a 2 anni il Calvados G3 a Deauville (con in sella Umberto Rispoli), è stata in seguito acquista da Joann Al Thani ma non ha più dato significativi riferimenti alti pur correndo in G1 spesso. La 3 anni sembra rimarrà in allenamento anche a 4 anni, per una partnership tra il Newsells Park Stud e Sheikh Fahad.
C'è stato anche un piccolo "consignment" di fattrici da parte del Juddmonte, con 23 capi offerti nella giornata che complessivamente hanno realizzato 1,627,000gns con Anew (Oasis Dream) top price a 280,000gns. Si tratta di una sorella per 3/4 di Treat Gently (Cape Cross), prodotto di Kid Gloves (In The Wings) a sua volta sorella della "great broodmare" Hasili (Kahyasi), madre di Dansili (Danehill) etc etc. Anew è stata acquistata da Nicholas de Watrigant per conto della  Al Shaqab Racing di Sheikh Joann Al Thani, come nuovo regalo per la neonata collaborazione. Tutti i dati cliccando su http://www.tattersalls.com/
Alla fine 5 fattrici sono andate sopra il milione e sono Immortal Verse con 4,700,000gns gravida di Dansili, Dancing Rain gravida di Frankel venduta a 4,000,000gns, Dream Peace a 2,700,000gns, Rosdhu Queen a 2,100,000gns e Purr Along a 1,000,000 gns confermando il catalogo di Tattersalls assolutamente di grande qualità. 
I risultati totali della sessione tra il 2 ed il 5 Dicembre 2013 cliccando.......................
su questo LINK. I leading purchasers sono stati i seguenti: BBA IRELAND con 20 acquisti per 6,658,500gns, JOHN FERGUSON BLOODSTOCK con un unico acquisto da 4,000,000, la Emerald Bloodstock che ne ha prese 52 per 3,900,000, la BLANDFORD BLOODSTOCK con 19 fattrici prese per un totale di 3,323,000, la HUGO LASCELLES BLOODSTOCK con 3 per 2,955,000 mentre tra i leading vendors spicca il THE CASTLEBRIDGE CONSIGNMENT con 42 fattrici vendute per 5,714,000gns, poi c'è l'EUROPEAN SALES MANAGEMENT con 8 vendite per 5,200,000, il MOUNT COOTE STUD con 5 per 5,119,000, il CLAIREMONT STUD con 1 da 4,000,000 (Dancing Rain appunto) ed il JUDDMONTE FARMS con 51 capi venduti per 2,676,000
Nella 4 giorni in generale, dei 1,118 capi in catalogo ne sono stati offerti 891 (rispetto ai 937 del 2012) di cui venduti 721 (rispetto ai 762 del 2012) con un movimento complessivo di 62,998,500gns ed un +43% molto significativo con a cascata la media a 87,377 gns (+52%) ed i mediani a 28,000gns (+47%).

Addio a Mario Fossati, grande firma dello sport e dell'ippica. Alla sua memoria riproponiamo il ricordo di Gianni Mura su La Repubblica e di Franco Raimondi per concessione di Trotto & Turf in esclusiva su Mondoturf

dicembre 06, 2013 0
Mario Fossati, in alto alle spalle di Gianni Brera con la pipa
Se n'è andato Mario Fossati. Ho atteso qualche giorno per rendere omaggio ad un riferimento nel mondo del giornalismo ed in particolare in quello dell'ippica, al quale ha dedicato ampie pagine nella sua lunga e produttiva carriera, per cercare dei contributi che rendessero bene l'idea della sua grandezza. Di coccodrilli ne ho trovati innumerevoli, tutti grati alla sua figura e ne ho scelti due da riproporre su Mondoturf, per tenere sempre viva la memoria e conservarla: quello di Gianni Mura su La Repubblica, e quello proposto da Franco Raimondi su Trotto & Turf che conservo gelosamente. Raramente ho letto qualcosa di così emozionante su una persona che non ho mai conosciuto. Merito del "Rai" e di Mura, ovvio, ma soprattutto del destinatario del suo “omaggio”. Poi ho cercato sue foto, e google ne offre un paio, sempre quelle, sempre un po’ sfocate. Poi ho cercato suoi articoli e la rete offre poco, anche su ebay ed amazon di raccolte ce n'è poche o niente. Un leader silenzioso, che faceva pesare le parole. Parliamo di uno dei 4-5 massimi giornalisti sportivi della carta stampata di sempre. Ho parlato di riferimento perchè chi ha avuto la fortuna di leggere i suoi articoli si è sempre ispirato e reso conto del timbro riconoscibile, mai scontato e mai superficiale, una fonte da cui abbeverarsi avidamente. Un riferimento, appunto. Fossati sapeva centellinare gli aggettivi e sapeva esaltare le metafore e da sportivo, lavorando con una personalità spiccata come quella di Gianni Brera (altro altissimo riferimento), si era ritagliato uno stile e un approccio ai fatti e ai personaggi tutto suo, molto diverso ma efficacissimo. Per chi ha condiviso un tratto di strada di questo mestiere con lui (e lo invidio) è stato un “maestro” generoso e ricco di premure. Insomma, quello di cui ho (e abbiamo) bisogno in questa epoca schizofrenica di un settore, come quello dell'ippica, allo sbando. Per fortuna, qualche "faro" nel settore lo abbiamo ancora e ne conservo il prezioso tesoro.
IL TRIBUTO DI Franco Raimondi, per concessione di Trotto & Turf...................
Alla fine degli anni ’70  se volevi guadagnarti da vivere facendo il giornalista e scrivere di ippica c’erano due modelli da seguire: Gigi Gianoli o Mario Fossati. Io ho scelto il secondo, forse per una questione di pedigree. Mario era stato povero e fiero di esserlo, era diventato grande giornalista ma non ricco, aveva vissuto con i protagonisti dello sport italiano ed era rimasto umile, coerente e comunista.
 Gigi era inimitabile nelle sue bellurie ma Mario Fossati è stato il più grande giornalista sportivo italiano di tutti i tempi, fantastico nei racconti, negli articoli di largo respiro, e imbattibile nelle volate, nelle 20 righe dettate in fretta, al termine di un pomeriggio di Gran Premio. Rileggendole il giorno dopo scoprivi che in quelle 20 righe Mario aveva messo tutto quello che tu non eri riuscito a schiacciare in 70. Ogni sua parola era essenziale, intagliata e levigata, inserita nel modo giusto. Le tue saltavano fuori da tutte le parti come i calzini da una valigia chiusa male. 
Dalla raffica di coccodrilli che ci hanno sparato addosso è uscita un’immagine del giornalismo sportivo dei tempi eroici, quella del Gianni Brera capitano coraggioso e di Mario Fossati gregario taciturno. Falsa. Mario Fossati è stato un crack del giornalismo, non omologato, mai banale, sempre con la schiena dritta. Non aveva bisogno di una parola in più perché quelle che aveva gli bastavano, non doveva spargere gli aggettivi, non servivano, non buttava via nulla, ogni incontro e ogni personaggio gli fornivano uno spunto.
La sua ricetta era facile, antica. Il giornalismo si faceva in primo luogo con le scarpe, camminando e parlando con la gente, raccogliendo storie e testimonianze, giudizi. Mario Fossati aveva sempre una penna in tasca, prendeva appunti, anche sul bordo di un programma di corse, e quando arrivava a casa, dopo la tradizionale camminata lungo viale Caprilli al termine di una domenica di corse, li riversava nei suoi taccuini. Li dentro c’era tutto, nulla andava sprecato. I ricordi del ciclismo, i grandi atleti incontrati, le impressioni di un momento, i personaggi trovati magari per caso e analizzati.
Mario, un po’ per vezzo, soleva dire: “Questo è un mestiere strano: quando inizi sei un giovane giornalista e, in quanto giovane, non degno di fede. Poi, di colpo, diventi un vecchio giornalista, quindi rincoglionito”.
E’ stato amico del Pepp Meazza e di Fausto Coppi, i due sportivi smbolo del secolo scorso, ed è riuscito a raccontarli con affetto e imparzialità, guadagnandosi anche il rispetto degli avversari. Un giorno mi raccontò di una telefonata di Gino Bartali, iniziata con “con te non dovrei parlare perché sei coppiano”, e poi trasformata in un fantastico articolo.
Ascoltare, capire, interpretare. Erano quei famosi anni ’80. Fausto Branchini aveva una cavalla che si chiamava Brescia’s Bitch. Mario scrisse nella sua rubrica su Repubblica a proposito del cattivo gusto nell’assegnare i nomi ai cavalli. Il Fausto, che non era di carattere semplice, si inalberò e chiese: “Ma chi è quel Fossati che si è permesso di scrivere queste cose”. 
In una banale domenica pomeriggio di febbraio accompagnai Mario all’OK Corral. La spiegazione durò 2 minuti, poi i due inziarono a raccontarsela, Fausto tirò fuori dai cassetti dell’ufficio fotografie e appunti, sfogliando i vecchi Sires and Dams del trotto americano. Mario prendeva appunti. Ne uscì una storia bellissima, come sempre, e Fausto diventò uno dei suoi consulenti privilegiati.
Questo era Mario Fossati, artigiano e artista al tempo stesso. I suoi articoli arrivavano battuti a macchina, interpuntati di correzioni a mano in una calligrafia sottile e chiara, senza una virgola fuori posto, non una riga in più di quelle richieste, non un minuto dopo l’ora fissata.
Chi ha lavorato, da giovane giornalista, con i grandi sa benissimo che non era sempre così. Il Grande Giornalista era spesso un trombone sfiatato, che si riteneva autorizzato a fare qualunque cosa grazie al prestigio della firma. Umiltà zero. Il vero Mario Fossati è stato questo, un crack umile, timido all’eccesso, che ascoltava. Non ha mai scritto un libro, perché non si riteneva uno scrittore, eppure ogni suo articolo è una breve opera, ha dentro una storia, un inizio e una fine.  Se il giorno dopo lo chiamavi per fargli i complimenti – Maestro, hai scritto un gran pezzo -  la risposta era sempre quella: “Ma quale maestro? I maestri siete voi che fate il giornale tutti i giorni e non dovete mollare. A proposito…”
Chissà se qualcuno avrà il coraggio e l’intelligenza di pubblicare un’antologia fossatiana. I 49 racconti di Hemingway diventerebbero carta straccia. Quando, nel 1991, morì Enrico Camici il suo ricordo su Repubblica finiva con queste parole. Al termine del minuto di silenzio, si è staccato dalle tribune un applauso, non clamoroso, solenne: un applauso lento, come un tocco di campana.
IL TRIBUTO DI GIANNI MURA SU LA REPUBBLICA: MAESTRO a chi? A me? Ma vai a scopare il mare. Mi sembra di sentirlo, Mario. Il ruvido, il generoso, il grandissimo Mario Fossati. Gli sia lieve la terra. M' impegno a usare meno aggettivi che posso perché un omaggio non deve contrariare l' omaggiato. Il bravo giornalista è quello che scrive la verità, diceva, e la verità non c' è bisogno di infiocchettarla. Lui s' è regolato così per tutta la vita. NELLO SPORT Maestro a chi? A me? Ma vai a scopare il mare. Mi sembra di sentirlo, Mario. Il ruvido, il generoso, il grandissimo Mario Fossati. Gli sia lieve la terra. M' impegno a usare meno aggettivi che posso perché un omaggio, e un coccodrillo è un omaggio, non può e non deve contrariare l' omaggiato né da vivo né da morto. Il bravo giornalista è quello che scrive la verità, diceva, e la verità non c' è bisogno di infiocchettarla. Lui s' è regolato così per tutta la vita. È stato un testimone del tempo, e di come cambia, non solo nello sport. Ma, già nello sport, da quelli più raccontati, ciclismo e pugilato («sport di poveri e per poveri») a quello amato più a lungo (l' ippica, «che rende poveri») Fossati aveva un suo stile preciso, inconfondibile, molto diverso da quello di Brera, suo grande amico. La stessa passione per i libri, ma a Fossati non interessava scriverne. Giusto uno, su un Tour di Coppi. Era schivo, non umile. Anzi, era fiero della povertà vissuta da bambino, con un padre sindacalista cattolico cui il fascismo aveva tolto lavoro e passaporto. Le gite domenicali erano al Parco di Monza o allo scalo di Milano-Greco, a leggere le scritte sulle locomotive e a sognare altri luoghi. Un altro luogo sarebbe stata la Russia, l' odissea dell' Armir, la ritirata dalla sacca del Don con 40 gradi sottozero. Da Monza erano partiti in 14 della sua leva, tutti amici che si riunivano all' osteria Robbiati. E tornò a casa solo lui. La madre quasi non ci credeva, da tempo le era arrivata la comunicazione che il figlio era da considerare disperso. La sua marcia era durata dal 27 dicembre del ' 42 al 5 aprile del ' 43. «Sono stato fortunato, ero giovane e allenato dalle scalate. Avessi avuto cinque anni di più sarei morto». Era difficile fargli dire altro. Parlava bene del popolo russo, che quando poteva dava una mano, malissimo dei nostri ufficiali, i generali più di tutti, e solo l' amicizia poteva fargli sopportare il Generale Fossati che Brera gli aveva appioppato. Era nell' Ottavo Fanteria, Mario, e malediceva i pastrani troppo aperti al vento, le scarpe inadeguate. Ascoltarlo era come ascoltare Rigoni Stern, o Bedeschi. «Ci sono immagini che tornano a tenermi compagnia, di notte, e non voglio scaricarle su nessuno. Non sono belle, sono incubi, e me le tengo». Mario era un comunista di quelli puri e duri, lo dico per chiarezza, lui non avrebbe mai usato questi due aggettivi.A 90 anni sperava ancora in un mondo migliore, più giusto, e nella sua quotidiana mazzetta di giornali oltre alla Gazzetta e a Repubblica c' è stata fino all' ultimo giorno l' Unità. Non che gli importasse molto del Pd e dei Ds, era timbrato Pci e quando i reduci furono stati chiamati a riconsegnare le armi non si presentò. Una pistola però l' aveva seppellita lungo un' ansa del Lambro, «perché non si sa mai». Era uno del popolo, sindacalistaa sua volta,e dei più temuti, insieme a Ponti e Piva, dagli editori. Dai padroni, diceva lui. E questa sua coscienza di classe l' aveva portata nel giornalismo, raccontando l' onesta fatica dei poveri. Sempre dalla parte dei corridori, non con gli organizzatori o gli sponsor, pure meno invadenti di oggi. «Anche un campioneè un uomo, non un manifesto da appiccicare ogni giorno sul muro». Il doping su scala industriale lo aveva nauseato. Le corse, negli ultimi anni di vita, per lui erano solo quelle dei cavalli, ma si teneva informato. «Se io prima di una corsa mangio un panino di mortadella e tu un filetto alto quattro dita, è doping. Se tu hai un premio a vincere di diecimila lire e io di centomila, è doping», così diceva. Per quelli della mia generazione è stato un mito, ma anche un esempio. Ai primi Giri gli davo del lei, sapevo che era rischioso interromperlo mentre scriveva (lentamente, quasi misurando il peso di ogni parola), mentre Brera viaggiava a raffica. Poi ho imparato che dietro all' aspetto ruvido c' era una gran bella persona. È stato un po' come innamorarsi di un roseto. Si sa che ci sono le spine, ma quando fiorisce riempie l' aria e la vista. Ecco, questo paragone probabilmente non me l' avrebbe fatto passare, ma è un modo per spiegarlo a chi non l' ha conosciuto. Altrimenti, basta rileggerlo. Nessuna istruzione per l' uso. Qualche anno fa il nostro Currò ha dato la tesi di laurea su Fossati e probabilmente diventerà un libro edito dal Saggiatore. Me lo auguro, Fossati merita questo e altro. Non è solo sport, ovviamente, è anche una storia del giornalismo, coi tre periodi di Fossati: Gazzetta (1945/56), Giorno (1956/82), Repubblica (1982/2008). E dell' Italia: Achille Grandi, amico del padre, lo zio Anselmo Bucci, lato materno, marchigiano di Fossombrone, famoso pittore, la famiglia di ebrei che stava al piano di sopra portata via in piena notte e mai più rivista, la scuola («materia preferita: la refezione»), ma anche la Milano del Vigorelli con quelle sue parole esotiche (zeriba, embrocation), l' ippodromo di San Siro dove gli antifascisti si nascondevano meglio che in montagna (garante Federico Tesio), il 48"8 del suo grande amico Ottavio Missoni nel ' 37 all' Arena, quando sui 400 piani batté Robinson, Valentino Mazzola nella squadra dell' Alfa Romeo, le lunghe amicizie con Peppin Meazza e Walter Bonatti, sempre appoggiato quando esigeva la verità a proposito della conquista del K2. E Parigi come un approdo, le corse seguite da vero suiveur (coppiano, ma col massimo rispetto per Bartali e Magni), la strage di Monaco e quella di Piazza delle Tre Culture. «Sono vecchio, sono inutile», ripeteva, ma per i colleghi più giovani, quelli che al di là della testata s' erano abbeverati al suo modo di scrivere, la porta di casa era aperta, sempre. E andare a casa di Mario era come per un cattolico andare a Lourdes. Mario è stato nel giornalismo sportivo come il cinema neorealista contro i telefoni bianchi, è stato Ungaretti che invadeva il campo di d' Annunzio, è stato il lampo lungo di uno stile asciutto che andava dritto al cuore senza pretendere di andarci. Per questo, sì, maestro a te, Mario Fossati. Per quello che hai scritto, per come hai vissuto e perché non hai mai inteso essere un maestro. A una certa età si capisce che questi sono i maestri migliori, e chi non lo capisce vada pure a scopare il mare.…
Gianni Mura

Stanozololo: cinque anni a Gerard Butler. L'allenatore inglese è colpevole di 7 capi d'accusa per uso di Sungate e Rexogin

dicembre 06, 2013 0
Stanozololo: cinque anni a Gerard Butler. L'allenatore inglese è colpevole di 7 capi d'accusa per uso di Sungate e Rexogin
Gerard Butler, allenatore inglese di stanza a Newmarket, è stato squalificato dalle corse per 5 dalla British Horseracing Authority dopo esser stato riconosciuto colpevole di sette capi d'accusa in relazione all'uso di stanozonolo (steoridi) su dei suoi cavalli. Tra i capi d'accusa mossi a suo carico, l'effettuazione per sua mano di iniezioni intrarticolari della sostanza su quattro cavalli da lui allenati senza affidarsi al veterinario. In particolare Butler è stato accusato di aver somministrato a 9 cavalli steroidi, di cui 5 trattati con il Sungate. Butler, che aveva reso noto di essere sotto indagine della BHA quando è scoppiato il caso Al Zaaroni, ha ammesso anche di aver usato il Rexogin, comunemente usato dagli esseri umani e che contiene 10 volte di più dello stesso Sungate. La squalifica sarà effettiva da 4 Dicembre 2013, fino alla stessa data del 2018. Gerard Butler come culmine della sua carriera ha avuto le vittorie di Elusive City (vincitrice di Morny G1 nel 2001) e di Compton Admiral (vincitore Eclipse 2008).
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